«Una sala prove, attori e pubblico insieme. Un regista e un drammaturgo provano ancora a indagare il Mito degli Atridi, il sacrificio di Ifigenia. Formulano domande intorno all’annosa questione: dove nasce la violenza? come si ferma la violenza? il mondo cesserà mai di essere violento? che cos’è la violenza? Schiacciata dal volere paterno, contagiata dalla follia del popolo, Ifigenia sembra non poter uscire da un destino senza speranza in cui solo il sangue di un innocente può placare la violenza della folla. Non solo gli Atridi, ma tutto l’occidente ne porteranno il fardello. Le parole di Atena che chiudono l’Orestea, il suo delegare agli uomini la responsabilità attraverso leggi condivise, non hanno ancora portato a una soluzione. Eppure c’è una parola che potrebbe fermare l’ingranaggio infernale, una parola capace di smascherare l’inganno, ma è troppo scomoda da pronunciare, troppo pericolosa per l’antico desiderio dell’uomo di sopraffare, di desiderare continuamente la roba dell’altro».
Così il regista Carmelo Rifici presenta lo spettacolo che come associazione andremo a vedere al Piccolo Teatro di Milano venerdì 28 aprile.
Informazioni pratiche
Chiediamo a chi fosse interessato di prenotarsi entro venerdì 7 aprile con una mail a associazionekepos@gmail.com in cui preghiamo di indicare nome, cognome, data di nascita e modalità di pagamento prescelta tra:
1) in contanti a Paola Missale
2) tramite bonifico
3) in contanti presentandosi lunedì 10 aprile alle 18.30 al Seminarino di via Tassis (Bergamo Alta)
Nel caso si raggiungano i 30 partecipanti organizzeremo un pullman che partirà dal piazzale della Malpensata alle ore 18.30 di venerdì 28 aprile 2017. Rientro previsto dopo mezzanotte. Prezzo trasferta + biglietto a partire da € 28 (variabile in base al numero di partecipanti).
Per la settimana precedente lo spettacolo è previsto un incontro preparatorio.




Quest’anno il nostro percorso nel mondo classico ci porterà a leggere dentro un patrimonio di immagini di sogni che la letteratura greca e latina offrono e a seguirne poi le suggestioni nell’arte del Rinascimento e nel teatro shakespeariano. L’intenzione non è quella di fornire interpretazioni del sogno secondo teorie nuove o antiche, ma quella di “vedere” le creazioni fantasmagoriche che la letteratura e le arti figurative ci presentano, per permettere all’ascoltatore ancora una volta di accostarsi al mondo antico, cogliendo la specificità di questa cultura che tanta parte ha avuto ed ha nel nostro mondo.